Milano, 7 febbraio 2019 – Un sistema sicuro che consenta ai cittadini dell’Unione Europea di accedere ai dati sanitari elettronici, indipendentemente dallo Stato membro in cui si trovano. È questo l’invito della Commissione Europea, per superare la situazione attuale, in cui la capacità di accesso digitale varia significativamente di Paese in Paese. Ha così presentato una serie di raccomandazioni che puntano proprio a facilitare la consultazione di dati sanitari online nel pieno rispetto del regolamento generale sulla protezione dei dati. Gli Stati membri hanno già iniziato a rendere accessibili e scambiabili a livello transfrontaliero alcune parti dei fascicoli sanitari elettronici. Dal 21 gennaio 2019, spiega la Commissione in una nota, i cittadini finlandesi possono acquistare medicinali in Estonia utilizzando le proprie prescrizioni elettroniche e i medici lussemburghesi saranno presto in grado di consultare i profili sanitari sintetici dei pazienti cechi. Le raccomandazioni di oggi propongono che gli Stati membri estendano questo lavoro ad altre tre sezioni del fascicolo sanitario, nello specifico analisi di laboratorio, lettere di dimissione ospedaliera e diagnostica per immagini e referti. L’iniziativa getta al contempo le basi per lo sviluppo di specifiche tecniche da utilizzare nello scambio di dati sanitari. L’accesso a fascicoli sanitari completi e personali in tutta l’Ue, evidenzia la Commissione, può offrire benefici enormi ai cittadini europei. Per esempio, in caso di incidente durante un viaggio in un altro Stato Ue, sarebbe possibile l’accesso immediato dei medici alle informazioni sul paziente (come dati su eventuali patologie croniche, allergie o intolleranze a determinati farmaci). Cosa che può accrescere la loro capacità di prestare le cure più efficaci e in maniera più tempestiva. Altro vantaggio sarebbe quello di assicurare continuità e una migliore qualità nell’assistenza prestata ai cittadini che si spostano all’interno dell’Unione. La Commissione parla infine di possibilità di promuovere con più forza la ricerca medica e di sostenibilità dei sistemi sanitari che sarebbe garantita per esempio da opzioni come la condivisione degli esami radiologici o di laboratorio di un paziente da parte dell’ospedale di un altro Stato membro, che potrà così non ripetere esami analoghi, risparmiando tempo e riducendo i costi ospedalieri.
Commissione Europea: “Sì all’accesso ‘senza confini’ a dati medici online”
7 Febbraio 2019
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7 Febbraio 2019
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