ADERENZA TERAPEUTICA

Cosa è

L’aderenza è definita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) come “il grado in cui il comportamento di una persona – nell’assumere i farmaci, nel seguire una dieta e/o nell’apportare cambiamenti al proprio stile di vita – corrisponde alle raccomandazioni concordate con i sanitari”.
Rappresenta quindi il livello di coincidenza tra il comportamento del paziente e le indicazioni date dal medico, includendo l’attitudine della persona a conformarsi alle raccomandazioni del sanitario, in tutti quei comportamenti che concorrono alla piena adesione al percorso di cura, dalle prescrizioni farmacologiche o di follow up, alle indicazioni relative alla dieta fino ai suggerimenti per un cambiamento dello stile di vita.1
In un report dell’OMS dedicato interamente a questo tema, la stima dell’aderenza nei pazienti che soffrono di malattie croniche risulta solo del 50% nei Paesi sviluppati, mentre l’impatto della scarsa aderenza, nei Paesi in via di sviluppo, è ancora più elevato, data l’insufficienza di risorse sanitarie e le disuguaglianze nell’accesso alle cure.2

La scarsa aderenza alle prescrizioni del medico è la principale causa di non efficacia delle terapie farmacologiche ed è associata a un aumento degli interventi di assistenza sanitaria, della morbilità e della mortalità, rappresentando un danno sia per i pazienti che per il sistema sanitario e per la società.
Maggior aderenza significa infatti minor rischio di ospedalizzazione, minori complicanze associate alla malattia, maggiore sicurezza ed efficacia dei trattamenti e riduzione dei costi per le terapie.
La popolazione anziana è quella più a rischio sotto il profilo dell’aderenza alle terapie, soprattutto in compresenza di più patologie. L’Italia è al secondo posto in Europa per indice di vecchiaia, con intuibili conseguenze sull’assistenza sanitaria a causa del numero elevato dei malati cronici. L’aderenza alle terapie è pertanto fondamentale per la sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale.3

I costi

L’aderenza terapeutica rappresenta un problema non solo clinico ma anche economico di crescente rilievo in molti Paesi: alcuni studi americani riportano che il 30-50% degli adulti non segue adeguatamente le prescrizioni di farmaci a lunga durata, con sprechi per circa 100 miliardi di dollari all’anno negli USA, ed il paziente a maggior rischio di non aderenza è rappresentato dall’anziano in politerapia.
Il rapporto PGEU 2012 (Pharmaceutical group europeo del 2012), riporta i dati di mortalità in Europa per mancata aderenza terapeutica o per errori di dosaggio o assunzione di farmaci: 194.500 decessi e 125 miliardi di euro l’anno per i costi dei ricoveri.4
Secondo i dati del Centro Studi SIC Sanità in Cifre di FederAnziani, diagnosi precoce e sviluppo dell’aderenza alla terapia possono determinare fino a 19 miliardi di euro di risparmio per il Servizio Sanitario Nazionale e un significativo miglioramento in termini di salute per l’intera popolazione dei malati cronici: in particolare un risparmio di 3,7 miliardi di euro può derivare da una più rapida emersione della patologia, con maggiore prevenzione e un minore costo medio della terapia per paziente; 3,8 miliardi di euro sarebbero recuperati sul fronte della riduzione della diagnostica e dell’avvio precoce del trattamento, con minori prestazioni diagnostiche, minori tempi di attesa, maggiore efficienza del personale ospedaliero; fino a 11,4 miliardi, infine, verrebbero risparmiati con la maggiore aderenza alla terapia, quindi minori eventi avversi, inferiore accesso a pronto soccorso e ospedalizzazione e minore spesa farmaceutica.

Le cause

La non aderenza terapeutica appare particolarmente critica nei pazienti con terapie di lunga durata e politerapie con una discontinuità del trattamento che ne compromette spesso l’efficacia.4

Il Gruppo di Lavoro Geriatrico dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha condotto uno studio con l’obiettivo di tracciare il profilo di utilizzo dei farmaci nella popolazione ultrasessantacinquenne nel nostro Paese: l’11% degli anziani (circa 1,4 milioni di persone sul territorio nazionale) riceve contemporaneamente 10 o più farmaci. La poli-farmacoterapia è un fenomeno molto comune in questa fascia di età.5

L’aderenza terapeutica (compliance) assente o incompleta deriva da molti fattori, soprattutto nei pazienti affetti da patologia cronica:

  • inconsapevolezza dell’importanza, per la propria salute, di seguire le prescrizioni nel lungo periodo;
  • maturata convinzione che i benefici del farmaco siano inferiori all’impegno richiesto per seguire la terapia;
  • complessità della gestione della terapia;
  • condizioni cliniche che rendono il paziente poco vigile;
  • convinzioni personali errate o irrazionali sui farmaci;
  • perdita di fiducia sull’efficacia del farmaco;

La possibilità di riconoscere una di queste cause per il proprio paziente può orientare il professionista verso la soluzione appropriata.
Una revisione sistematica della letteratura pubblicata sulla Cochrane Library nel 2014, conferma che solo la metà dei pazienti assume i farmaci secondo le modalità corrette. Il lavoro ha esaminato 182 studi che valutano diversi approcci per migliorare l’aderenza terapeutica, ma non è emersa alcuna soluzione che garantisca un miglioramento valutabile della compliance, anche a causa delle problematicità metodologiche degli studi stessi.4
In altre parole, i risultati della revisione suggeriscono che vi sono molti potenziali percorsi per ottimizzare l’uso dei farmaci, tuttavia non ne esiste uno efficace per ogni patologia, popolazione o contesto.

Fonti
1 Adherence to long-term therapies – Evidence for Action, World Health Org. 2003
2 Report on Medication Adherence Geneva, World Health Org. 2003
3 AIFA, Aderenza alle terapie e strategie per migliorare l’uso sicuro ed efficace dei farmaci, http://www.agenziafarmaco.gov.it/content/aderenza-alle-terapie-e-strategie-migliorare-l%E2%80%99uso-sicuro-ed-efficace-dei-farmaci
4 Ministero della Salute, Piano Nazionale della Cronicità (Accordo tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome di Trento e di Bolzano del 15 settembre 2016)
5 AIFA, Meno farmaci in età avanzata: lo studio del Geriatric Working Group AIFA, http://www.agenziafarmaco.gov.it/content/meno-farmaci-et%C3%A0-avanzata-lo-studio-del-geriatric-working-group-aifa