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Tumore al testicolo, ecco come riconoscere i campanelli d’allarme

Roma, 18 marzo 2019 – Ogni anno fa registrare 2.400 nuovi casi e la sopravvivenza a cinque anni è del 91%. Stiamo parlando del tumore testicolare, una malattia che interessa soprattutto i giovani. “Costituisce solo l’1% di tutte le neoplasie maschili ed è più frequente tra i 20 e i 40 anni – afferma il prof. Giario Conti, Segretario Nazionale della Società Italiana di Urologia Oncologica (SIUrO) -. Individuarla in modo tempestivo consente infatti di raggiungere livelli di sopravvivenza nel 95% dei casi. Tuttavia i sintomi non sono mai eclatanti e precoci e per questo motivo possono passare anche diversi mesi prima di giungere alla diagnosi”. Esistono alcuni segnali da non sottovalutare e che devono essere riportati tempestivamente al medico:
– rigonfiamenti o perdita di volume di un testicolo
– sensazione di pesantezza nello scroto
– dolore sordo nella parte inferiore dell’addome o all’inguine
-sangue nelle urine

La presenza di foruncoli e arrossamenti esterni o la sensazione di dolore e calore quando si urina non sono invece segni riconducibili alla malattia. “Queste avvisaglie non sono necessariamente indizi del tumore – prosegue Conti -. Consigliamo a tutti l’autopalpazione a partire dalla pubertà. Il paziente può accorgersi che qualcosa non va notando un testicolo un po’ più grosso o più duro. Gli uomini che hanno avuto questo tumore fino al 5% di probabilità di sviluppare la patologia nei 25 anni successivi alla diagnosi. Quindi alle persone con una precedente neoplasia (o familiari di primo grado affetti), è indicata una visita urologica specialistica annuale”.