Roma, 8 luglio 2019 – Sembra difficile a credersi eppure il virus del raffreddore avrebbe un ruolo potenzialmente rivoluzionario nella cura del cancro della vescica. In uno studio pubblicato su ‘Clinical Cancer Research’ emerge, infatti, che nessuna traccia del cancro è stata rilevata in uno dei pazienti trattato con il virus. In particolare i ricercatori dell’Università del Surrey e del Royal Surrey County Hospital hanno esaminato la sicurezza e la tollerabilità dell’esposizione al coxsackievirus oncolitico (Cva21), un ceppo naturale del comune raffreddore, in 15 pazienti con un tipo di carcinoma della vescica piuttosto insidioso, per cui gli attuali trattamenti a disposizione non danno risultati ottimali. Nel corso di questo studio, una settimana prima dell’intervento programmato per rimuovere il tumore, i pazienti hanno ricevuto una somministrazione del virus – tramite un catetere – nella vescica. L’esame dei campioni di tessuto dopo l’intervento ha mostrato che il virus era altamente selettivo: colpiva solo le cellule cancerogene, lasciando intatte tutte le altre. Il microrganismo ha infettato cellule cancerose e si è replicato, provocandone così la morte. Cellule tumorali morte sono state identificate nella maggior parte delle lesioni dei pazienti. In uno dei malati, poi, non è stata trovata traccia del tumore durante la successiva chirurgia. Per Hardev Pandha, primo autore dello studio, questo virus “potrebbe rivoluzionare il trattamento di questo tipo di tumore”. Servono ulteriori studi per far luce sull’effetto del trattamento.
Studio: dal virus del raffreddore un’“arma” contro il cancro alla vescica
8 Luglio 2019
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8 Luglio 2019
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