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Obesità, cardiologi: “È malattia, body positivity non va fraintesa”

19 settembre 2022 – “Non ci stancheremo mai di ribadire che i chili di troppo vanno considerati una malattia vera e propria, oltre che un importante fattore di rischio per tante altre patologie, da quelle cardio-metaboliche ai tumori, a quelle osteo-articolari. Valorizzare la body positivity e condannare il body shaming è sacrosanto, se significa sostegno all’inclusività e guerra alla discriminazione del ‘diverso’, del non allineato ai canoni estetici mainstream. Ma per nessuna ragione dobbiamo far passare il messaggio che l’obesità vada considerata come una condizione ‘normale’, addirittura alternativa alla magrezza eccessiva o al normopeso”.

E’ questo il monito di Massimo Volpe, presidente della Società italiana di prevenzione cardiovascolare (Siprec), riunita in congresso a Napoli, dove ha discusso il documento pubblicato quest’anno sul tema ‘Obesità: da amplificatore di rischio a malattia cronica’. Gli esperti puntano il dito contro “astute campagne di marketing che fanno leva sul trend topic di body positivity, reinterpretandolo però in maniera confondente rispetto ai messaggi di prevenzione”. La lotta allo stigma non va fraintesa, perché “l’obesità è una patologia cronica – insiste Volpe – una malattia di per sé che potenzia e si tira dietro una serie di altri fattori di rischio, dall’ipertensione, alle dislipidemie, al diabete, contribuendo attivamente ad aprire la strada a molte altre malattie”. E’ per questo che “l’obesità e il sovrappeso vanno affrontate e trattate già nei bambini e negli adolescenti, senza perdere tempo – avverte lo specialista – Bisogna entrare nell’ordine di idee che non solo l’obesità, ma anche il sovrappeso fa male. Guai dunque a far passare il messaggio che qualche chilo di troppo è accettabile. Meno che mai pensare che l’obesità sia una condizione ‘normale'”. “Invitiamo dunque le mamme – è l’appello del presidente Siprec – a non pensare che un figlio un po’ in sovrappeso scoppi di salute, mentre quello magrolino sia fragile e predisposto alle malattie. E’ come pensare che avere un po’ di pressione alta o un po’ di colesterolo faccia bene. Dobbiamo al contrario combattere con fermezza queste condizioni, intervenendo sullo stile di vita con una dieta personalizzata, ricorrendo se necessario anche a un supporto psicologico e utilizzando tutti i mezzi terapeutici oggi a disposizione: dai nuovi farmaci come gli agonisti di Glp-1, alla chirurgia bariatrica, sempre più mininvasiva”.

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