Roma, 17 settembre 2019 – Per molti è un’abitudine imprescindibile. Ma sull’amaro, il liquore più o meno alcolico a base di erbe che si prende di solito dopo un pranzo o una cena abbondanti con la scusa che “fa digerire”, circolano tanti luoghi comuni. Cominciamo con una sorpresa. Al contrario di quanto si pensi comunemente, l’idea che l’amaro aiuti la digestione è soltanto un’illusione. Tutto nasce dalla sensazione di leggero bruciore che si avverte nello stomaco. Il gusto amaro delle erbe, infatti, stimola le papille gustative e aumenta la secrezione di saliva e di succhi gastrici, ma allo stesso tempo l’alta gradazione alcolica (la maggior parte degli amari si aggira intorno ai 30-35°) irrita le pareti dello stomaco e può rallentarne lo svuotamento. Una bevanda a bassa gradazione alcolica (10-14°), come il vino, può invece favorire la digestione perché l’alcol, a piccole dosi, stimola la secrezione gastrica. Se poi consideriamo che un bicchiere di amaro da 30 ml contiene 55 calorie, capiamo perché chi ha problemi di linea farebbe meglio a evitare gli amari, come del resto tutte le bevande alcoliche (ricche di calorie, anche se non contengono zuccheri).
L’amaro a fine pasto? Non fa digerire
17 Settembre 2019
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17 Settembre 2019
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