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ISTAT, nel 2020 un cittadino su 10 ha rinunciato a visite ed esami

Roma, 3 febbraio 2021 – “L’equità, misurata in termini di difficoltà di accesso ai servizi sanitari, è stata fortemente condizionata dall’emergenza sanitaria”. E’ quanto ha affermato ieri il prof. Gian Carlo Blangiardo, presidente dell’Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT). La dichiarazione è giunta durante un’audizione sul Recovery Plan in Commissione Bilancio della Camera dei Deputati.

Secondo i dati provvisori ISTAT del 2020, un cittadino su dieci ha dichiarato di aver rinunciato negli ultimi 12 mesi, pur avendone bisogno, a visite mediche o accertamenti specialistici a causa delle liste di attesa, la scomodità delle strutture, ragioni economiche e motivi legati al Covid-19. Questi ultimi sono stati indicati da circa la metà delle persone che hanno riferito una difficoltà di accesso. L’anno precedente (2019) la quota di rinunce era stata più bassa e pari al 6,3%, in calo rispetto al 2018 (7,2%) e al 2017 (8,1%). L’impatto del Covid-19 sulla rinuncia è stato maggiore nel Nord, con un aumento di 4,7 punti percentuali rispetto al 2019 (da 5,1% a 9,8%); nel Centro l’indicatore è passato, invece da 6,9% a 10,3% e nel Mezzogiorno da 7,5% a 9,0%.