Roma, 17 maggio 2019 – Lo stato di salute e gli stili di vita sembrano influenzati anche dai fattori socio-economici. Il 30% degli italiani sostiene di non godere di buona salute. Tra persone con difficoltà economiche, la percentuale sale al 43% e scende al 23% fra i più abbienti. Questi dati sono contenuti nel rapporto, Sorveglianza PASSI nel quadriennio 2015-2018, stilato dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS)). Fra le persone socialmente vulnerabili per difficoltà economiche o bassa istruzione risulta anche maggiore la frequenza a comportamenti scorretti come l’abitudine al tabagismo, la sedentarietà, lo scarso consumo di frutta e verdura, l’obesità o condizioni di rischio cardiovascolare come il diabete o l’ipertensione. Fra le persone con molte difficoltà economiche il 34% fuma (vs 22% di chi non ha difficoltà economiche), il 46% è sedentario (vs 28%), il 9% consuma almeno 5 porzioni di frutta e verdura al giorno (five a day), come raccomandato per una corretta e sana alimentazione (vs 11%); l’8% riferisce una diagnosi di diabete (vs il 3%), il 25% una diagnosi di ipertensione (vs il 18%). Analoghe sono le differenze per istruzione: fuma il 24% delle persone con bassa istruzione (vs 19% dei laureati), il 50% è sedentario (vs 26%), il 25% obeso (vs 6%); il 9% aderisce al five a day (vs 12%), il 16% riferisce una diagnosi di diabete (vs 2%) e il 43% una diagnosi di ipertensione (vs 13%). Fra i comportamenti non salutari, unica eccezione è quella del consumo alcolico a rischio per la salute, per quantità e modalità di assunzione, che resta prerogativa delle classi sociali più abbienti, senza difficoltà economiche e alto livello di istruzione, residenti nel Nord e in particolare nel Nord-Est del Paese.
ISS: 3 italiani su dieci sostengono di non godere di buona salute
17 Maggio 2019
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17 Maggio 2019
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