Roma, 28 settembre 2020 – Il virus dell’influenza di tipo A-H3N2 isolato in un bambino di 9 mesi a Parma – il primo caso identificato e che segna l’avvio ufficiale della stagione influenzale 2020-21 nel nostro Paese – è un virus “non nuovo, rispetto al quale una gran parte della popolazione adulta ha dunque già sviluppato gli anticorpi”. E’ quanto sostiene Adriana Calderaro, direttrice della Scuola di Specializzazione in Microbiologia e Virologia dell’ateneo di Parma, la cui equipe ha effettuato l’isolamento del primo caso. Per questo, sottolinea, “non ci attendiamo grandi numeri nella popolazione adulta”. Questo, sottolinea, “lascia ben sperare sul fatto che si possano venire a determinare meno sovrapposizioni con la sintomatologia da Covid”. “Si tratta di un virus non nuovo e che ha circolato già negli anni scorsi, negli ultimi 4 anni, e per il quale – spiega Calderaro – la maggior parte della popolazione ha dunque già sviluppato gli anticorpi. Molta della popolazione adulta ha cioè già incontrato questo virus”. Per questo, sottolinea l’esperta, “nella popolazione adulta non ci attendiamo grandi numeri in termini di casi” e, dunque, la speranza è che prevedendo meno casi al momento, si possa venire a determinare anche una minore sovrapposizione tra casi di influenza stagionale e casi con sintomatologia analoga ma da Covid-19. Al momento, afferma, “la situazione non è di allarme”.
Influenza stagionale: virus non nuovo, attesi meno casi
28 Settembre 2020
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28 Settembre 2020
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