Roma, 17 agosto 2020 – Le donne corrono un rischio doppio di avere effetti collaterali da molti farmaci perché i dosaggi sono tarati su test clinici condotti solo sui maschi. E’ quanto sostiene uno studio dell’Università di Berkeley pubblicato dalla rivista Biology of Sex Differences, secondo cui anche se negli ultimi anni c’è una maggiore attenzione al problema ci sono ancora diversi test in cui non vengono analizzate le differenze di genere. I ricercatori hanno analizzato gli studi scientifici disponibili sugli effetti collaterali per 86 diversi farmaci, dagli antidepressivi agli antineoplastici ai semplici analgesici. In tutti i casi presi in esame le donne hanno ricevuto le stesse dosi degli uomini, basate solo sul peso corporeo, ma hanno mostrato una concentrazione più alta e un periodo maggiore necessario a eliminarle dal corpo. In più del 90% dei farmaci esaminati, conclude lo studio, le donne hanno peggiori effetti collaterali rispetto gli uomini, e in generale, il loro rischio di averne è il doppio. “Per decenni le donne sono state escluse dai test clinici in base anche alla preoccupazione, infondata, che le fluttuazioni negli ormoni rendessero più difficile studiarle – concludono gli esperti -. Inoltre fino all’inizio degli anni ’90 le donne in età fertile erano escluse dai trial perchè non si voleva esporre delle possibili gestanti a farmaci che mettessero a rischio il feto, come successo con la talidomide negli anni ’60. Anche se recentemente è aumentata l’inclusione delle donne nei test molti degli studi più recenti ancora non considerano le differenze di genere”.
Farmaci: per le donne doppio rischio di effetti collaterali
17 Agosto 2020
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17 Agosto 2020
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