Roma, 11 novembre 2020 – La solitudine provoca un caso su cinque depressione tra gli over-50. E’ quanto sostiene una ricerca pubblicata sulla rivista The Lancet Psychiatry e condotta presso la University College di Londra. Lo studio britannico ha coinvolto oltre 4200 individui il cui stato di salute è stato monitorato per un tempo medio di 12 anni. All’inizio dello studio il livello di percezione della solitudine è stato misurato con una scala ad hoc ed è emerso che per ogni punto in più su questa scala, l’individuo ha un rischio doppio di ammalarsi di depressione negli anni a venire. Quello che conta è l’esperienza individuale di solitudine (il sentirsi soli), ovvero la percezione soggettiva di essa, più ancora della misura ‘oggettiva’ di isolamento sociale; in altri termini più ci si sente soli, maggiore è il rischio di ammalarsi di depressione nei 12 anni successivi. “Abbiamo visto che il sentirsi soli – spiega Gemma Lewis, coordinatore del lavoro – è un forte fattore di rischio per la depressione, più di quanto lo sia l’effettivo numero di contatti sociali di una persona. Quindi non è tanto importante il tempo trascorso in compagnia – continua – ma quanto ci si sente effettivamente soli”. Gli esperti hanno calcolato che se si riuscissero a mettere in atto interventi per ridurre la percezione individuale di solitudine, si potrebbe prevenire quasi un caso di depressione su 5 tra gli over-50.
Depressione: la solitudine determina un caso su 5 tra gli over-50
11 Novembre 2020
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11 Novembre 2020
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