Roma, 3 settembre 2021 – Le scuole non sembrano un luogo di lavoro più a rischio di altri quando si parla di Covid: né gli insegnanti, né i loro familiari, infatti, sono risultati avere un maggior rischio di ricovero per Covid-19 o di infezione in forma grave durante il periodo scolastico 2020-21, rispetto ad adulti lavoratori di età simile, incluso il periodo in cui la scuola è stata del tutto aperta. E’ quanto sostiene uno studio pubblicato sul British Medical Journal e condotto da David McAllister, dell’Institute of Health and Wellbeing, presso la University of Glasgow. Il lavoro si basa su dati che vanno dal marzo 2020 al luglio 2021. Gli esperti hanno considerato un totale di 132.420 casi di Covid tra gli adulti di 21-65 anni e un gruppo di controllo di 1.306.566 di persone. Gli insegnanti sono stati identificati tra tutti coloro che lavoravano in scuole scozzesi inserite nel General Teaching Council for Scotland. Gli insegnanti coinvolti erano però per la maggior parte giovani (età media 42 anni), l’80% era donna, l’84% non aveva malattie pregresse, quindi di per sé mediamente non ad alto rischio di Covid in forma grave. È emerso che, se durante il periodo in cui le scuole sono state chiuse il rischio di ospedalizzazione per Covid per un insegnante era dimezzato rispetto al rischio di un altro lavoratore suo coetaneo, durante le scuole aperte anche a pieno regime il rischio dell’insegnante e dei suoi familiari diveniva del tutto comparabile a quello di qualsiasi altro lavoratore della stessa età.
Covid: per le scuole non c’è rischio maggiore di gravità e ricoveri
3 Settembre 2021
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3 Settembre 2021
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