Torino, 8 settembre 2020 – Malattie neurologiche pregresse, soprattutto su base vascolare o degenerativa, si associano sin dall’esordio a forme di infezione più gravi da Coronavirus. E’ quanto ha stabilito una ricerca dell’Università di Torino pubblicato dalla rivista Journal of Neurology. Dei 344 pazienti con una diagnosi di Covid, giunti all’Ospedale Molinette (TO) dall’inizio di marzo fino a metà aprile, 77 ovvero il 22% del campione, risultavano affetti da malattie neurologiche pregresse. La maggior parte di queste erano rappresentate da patologie a decadimento cognitivo. I due terzi di questi pazienti presentavano una forma di infezione grave, con un rischio fino a 7 volte superiore rispetto agli altri. Il 90% di questi ultimi è stato ricoverato e in quasi la metà dei casi è stato necessario un supporto respiratorio meccanico, anche invasivo. La presenza di malattie neurologiche rappresenta dunque un altro importante fattore di rischio che si aggiunge a quelli già noti, secondo lo studio, i cui risultati hanno un importante significato in termini di salute pubblica. Indicano infatti che tali pazienti devono essere attentamente ‘sorvegliati’, applicando in modo rigoroso tutte le norme di prevenzione del contagio e un pronto intervento in caso di sintomi sospetti di infezione.
Covid-19: malati neurologici a rischio di forme più gravi
8 Settembre 2020
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8 Settembre 2020
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