Roma, 15 gennaio 2020 – Una recente sentenza della Corte d’Appello di Torino ha condannato l’Inail a corrispondere una rendita vitalizia da malattia professionale a un dipendente di Telecom Italia, Roberto Romeo, affetto da neurinoma del nervo acustico. Per i giudici, l’uso prolungato del telefono cellulare ha un ‘legame’ con i tumori. Tuttavia il mondo della medicina non è d’accordo. “Non esiste una chiara evidenza scientifica tra l’uso del cellulare e le neoplasie” ha commentato Francesco Cognetti, presidente della Fondazione Insieme Contro il Cancro. Nei mesi scorsi, infatti, un rapporto curato dall’Istituto Superiore di Sanità, dall’Arpa Piemonte, dall’Enea e dal Cnr-Irea non ha evidenziato alcun aumento di neoplasie legato all’uso del cellulare. “Solo come cautela – ha aggiunto Cognetti – si consiglia di non tenere il telefonino vicino all’orecchio per molto tempo e di usare, come è buona norma, gli auricolari, in modo da tutelarsi da eventuali danni che possono essere legati al calore emesso dal dispositivo”. “L’ipotesi che l’uso prolungato del cellulare possa causare tumori alla testa non è fondata su una base scientifica. Finora, nessuna correlazione è stata provata tra i campi elettromagnetici dei cellulari e l’insorgenza di tumori. Ci sono solo dei sospetti di cancerogenicità ma non confermati”. E’ questo invece quanto ha dichiarato Alessandro Vittorio Polichetti, primo ricercatore dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS).
Corte d’Appello di Torino: “Il cellulare può causare tumori”
15 Gennaio 2020
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15 Gennaio 2020
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