19 aprile 2022 – Oltre un paziente Covid-19 su quattro soffre di disturbi del sonno e dell’umore, che possono persistere anche dopo la fase acuta, insieme al senso di affaticamento. Lo dimostra uno studio del Central State Medical Academy di Mosca, pubblicato su Neuroscience and Behavioral Psychology, che richiama l’attenzione dei clinici al monitoraggio di questi disturbi nella fase di recupero dalla malattia. Lo studio ha preso in esame 119 pazienti che erano stati ricoverati per Covid-19. Il 28% presentava una sintomatologia ansioso-depressiva grave, il 27% una riduzione della qualità del sonno e il 73% soffriva di affaticamento. I ricercatori hanno anche osservato come a livelli più elevati di affaticamento corrispondesse un aumento del rischio di ansia e depressione e viceversa, evidenziando una correlazione tra i diversi sintomi. Da ansia e depressione dipendeva poi la scarsa qualità del sonno. “I medici spesso attribuiscono la rapida perdita di energia dei pazienti alle conseguenze dell’infezione sugli organi, sottovalutando l’impatto che possono avere l’ansia e i disturbi dell’umore, che d’altra possono risultare in un certo senso mascherati dalla malattia infettiva”, spiegano i ricercatori. “Questi disturbi possono comportare un prolungamento dei tempi di recupero dall’astenia, nonostante i parametri fisiologici favorevoli”. Per gli scienziati è quindi importante monitorare i sintomi depressivi e i disturbi del sonno durante tutta la fase di recupero dal Covid-19.
Coronavirus: disturbi del sonno e dell’umore per 1 paziente su 4
19 Aprile 2022
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