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Clamidia nemica della fertilità, impara a riconoscerla e prevenirla

Roma, 24 luglio 2019 – E’ una nemica insidiosa della fertilità ed è provocata da un batterio il Chlamidia trachomatis. E’ la clamidia un’infezione la cui incidenza, secondo l’European Center for Disease Prevention and Control, è in forte aumento. Nel Vecchio Continente si registrano complessivamente oltre 403mila casi. Si trasmette soprattutto durante i rapporti sessuali. Nell’uomo l’infezione si trova spesso sull’uretra (il condotto che dalla vescica porta l’urina verso l’esterno) e, di solito, in chi ha meno di 35 anni, nella zona del testicolo. Nella donna invece può localizzarsi anche sul collo dell’utero e agli organi circostanti. In questo caso se non viene curata in modo adeguato provoca una malattia infiammatoria alla zona pelvica (Pid) che può portare a infertilità o addirittura sterilità. In più, durante il parto, la donna gravida può trasmettere l’infezione al neonato causandogli congiuntiviti (che possono portare alla cecità), polmoniti e otiti. La trasmissione sessuale può avvenire, anche con persone che hanno l’infezione ma non presentano sintomi evidenti. Molte volte la diagnosi della clamidia risulta particolarmente difficile. Nella donna i disturbi (dolore durante i rapporti sessuali, secrezioni vaginali anomale, perdite di sangue tra una mestruazione e l’altra, febbre moderata) compaiono solo quando l’infezione è in fase più avanzata. Nell’uomo, il sospetto può sorgere quando ci sono bruciori e difficoltà a urinare, accompagnati da secrezione scarsa o assente.

“E’ dimostrato come la clamidia aumenta anche il rischio d’insorgenza di alcuni tumori femminili – afferma il dott. Renzo Colombo, Vice Presidente della Società Italiana di Urologia Oncologica (SIUrO) -. Può essere curata attraverso la somministrazione di antibiotici che devono essere assunti anche dai partner sessuali. La prevenzione avviene invece utilizzando il preservativo durante i rapporti. In questo modo è possibile evitare diverse infezioni e malattie che presentano anche un alto rischio oncogeno, Per questo raccomandiamo sempre, soprattutto ai più giovani, l’uso del condom”.

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